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26 novembre 2008
OMABA E L'EUROPA...
 

IL MONDO DI OBAMA
Quale impatto avrà la nuova politica estera USA sull’Europa

STASERA IN VIA GRAZIANO 15  A ROMA
INCONTRO CON L'ON FEDERICA MOGHERINI



Quelli di…

Mond€uropa

L’elezione di Obama cambierà sicuramente la politica estera degli Stati Uniti e gli stessi equilibri mondiali profondamente segnati da otto anni di amministrazione Bush, dall’11 settembre e dalle guerre che ne sono scaturite. Il Presidente Obama si troverà ad affrontare un mondo alle prese con una serie di crisi internazionali (come quella finanziaria-economica o quella ambientale solo per citarne le più urgenti) e ogni sua iniziativa avrà effetti internazionali enormi in qualsiasi campo di azione.

Ovviamente solo quando sarà all’opera si potrà vedere la vera dottrina che reggerà la sua politica estera, ma è importante analizzare sin dall’inizio gli impegni che il neo presidente ha assunto durante la sua campagna elettorale attraverso il suo programma e i discorsi che ha tenuto. Infatti ogni cambiamento impone delle nuove azioni e delle conseguenti reazioni che non sempre sono quelli che ci si attende.

In particolare ci si è voluti focalizzare su quei temi che più direttamente possono essere di nostro interesse, ovvero quei aspetti di politica, di sicurezza ed economia internazionale che coinvolgono direttamente l’Europa. Schematicamente la strategia di politica estera di Obama - Biden verso l’Europa, e più in generale verso i paesi europei, si possono sintetizzare in alcuni punti, i quali in gran parte dovrebbero avere una ricaduta positiva anche sul rapporto Transatlantico. Tuttavia alcune posizioni potrebbero sollevare delle questioni o delle problematiche nelle relazioni con gli USA, visto le divisioni che ancora attualmente sono presenti tra i paesi europei. Ma vediamo brevemente quali possono essere alcuni dei punti qualificanti del programma di politica estera del nuovo Presidente Barak Obama.

  • Una partnership con un Europa forte, unita e pacifica.

Obama vuole segnare una profondo discontinuità verso l’atteggiamento di Bush di catalogare i diversi paesi “o con noi o contro di noi”. Nel suo discorso a Berlino Obama ha auspicato che l’Europa possa assumere nuove responsabilità nella governance mondiale. Si è impegnato a trovare sempre delle soluzioni condivise con i partner europei, evitando situazioni analoghe a quelle avute in occasione della guerra in Iraq dove la spaccatura tra i paesi europei faceva si che Bush considerava amici i governi pro intervento, come quello di Blair o Berlusconi, inaffidabili tutti gli altri, come il governo Zapatero. Obama è convinto che serva una unità di azione con l’Europa anche perché gli USA non si possono più permettere di fare “i gendarmi del mondo”, ma gli occorre un partner affidabile con cui condividere le responsabilità di governance globale, che allo stato attuale può essere solo una Europa unita e forte politicamente.

In questa ottica auspica l’allargamento dell’Unione Europea ad uno dei maggior partner strategici degli USA nel mediterraneo, la Turchia, incentivando in questo modo anche la riunificazione definitiva di Cipro. Queste pressioni, però, potrebbero essere non gradite ad alcuni paesi membri dell’Unione Europea che per ragioni storiche ed economiche continuano ad osteggiarne nei fatti la sua adesione. Comunque per dare un segnale tangibile del nuovo rapporto con l’Europa, sono previste anche misure per semplificare il sistema dei visti per i cittadini europei, con l’obiettivo di facilitare i viaggi per turismo e lavoro tra le due sponde dell’atlantico.

  • Una NATO forte e allargata per costruire una partnership di pace.

Obama si è pronunciato a favore del processo di riforma della NATO, incentivandone il suo ruolo di forum politico nel nuovo contesto internazionale post guerra fredda e attacchi dell’11 settembre. Inoltre è a favore dell’allargamento della Nato verso i paesi dell’est, ma pensa di coinvolgere la Russia in tale processo grazie alla creazione di un Forum di consultazione NATO - Russia. Questo aspetto potrebbe creare non piccoli problemi con le relazioni con Mosca, come la questione della Georgia di questa estate ha dimostrato. Inoltre i risultati delle prossime elezioni presidenziali in Ukraina saranno determinanti per capire come la nuova amministrazione americana si relazionerà in questa area. Infine tale politica potrebbe rischiare di portare ad una divisione con alcuni paesi dell’Unione Europea che non gradiscono l’allargamento della Nato verso est per non urtare i rapporti con la Russia, mentre altri la auspicano, essendone stati direttamente toccati.

  • La collaborazione con la Russia e le altre repubbliche ex sovietiche.

Questo tema è incentrato principalmente sul controllo delle armi nucleari ancora in possesso delle due ex superpotenze e sull’aggiornamento dei trattati di non proliferazione che coinvolga i nuovi soggetti in possesso, ufficialmente o meno, dell’arma atomica. Inoltre per dare un segnale a favore del miglioramento dei rapporti con Mosca, Obama ha affermato che intende proteggere le comunità e i luoghi di culto serbi in Kossovo. Allo stesso tempo la nuova amministrazione americana sarebbe favorevole all’entrata della Serbia e degli altri paesi balcanici nell’Unione Europea. Ciò potrebbe creare non pochi problemi con Putin, come ha già dimostrato il recente caso del riconoscimento dell’indipendenza del Kossovo. L’Unione Europea potrebbe trovarsi al centro di possibili contrasti tra Washington e Mosca, schiacciata tra interessi geo-politici americani ed economici russi.

  • Rafforzare i rapporti economici e tra le due sponde dell’Atlantico

Obama riconosce che l’Unione Europea è il più importante partner economico degli Stati Uniti. Tale atteggiamento potrebbe avere l’effetto positivo di spingere gli europei a cercare di essere più uniti sui temi economici, accelerando la creazione di una sorta di governo comune dell’economia che faccia da contro altare politico alle prerogative della Banca Centrale Europea. Un primo tentativo in tal senso si è concretizzato con la recente riunione dei primi ministri dei paesi dell’area Euro voluta da Sarkozy per fronteggiare la crisi finanziaria. Inoltre Obama potrebbe spingere verso una nuova conferenza di Bretton Woods per ridisegnare l’architettura finanziaria di fronte alla crisi internazionale e una conseguente ripresa delle trattative sul commercio internazionale sotto l’egida dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Ciononostante sarà interessante vedere come si relazionerà durante l’attuale crisi finanziaria internazionale la nuova amministrazione USA con la competizione monetaria che ha segnato questi ultimi anni, quella tra Dollaro e Euro.

  • Il tema ambientale

E’ una delle priorità del programma di Obama. Secondo gli impegni presi la nuova amministrazione americana dovrebbe cambiare drasticamente il suo atteggiamento a favore di un radicale sistema di controllo delle emissioni di CO2. Ciò avvicinerebbe molto le posizioni USA a quelle più avanzate delle istituzioni comunitarie, prevedendo una stretta collaborazione tra queste, con il fine ultimo di adeguarsi nel tempo agli obiettivi del protocollo di Kyoto. Questi aspetti creano non pochi divergenze anche in seno all’Unione Europea, accentuati in seguito alla crisi finanziaria che spingono paesi come l’Italia a rimettere in discussione gli impegni già assunti sul tema ambientale.

  • La guerra al terrorismo, l’Iraq e l’Afghanistan

Obama e il vice presidente Biden hanno dichiarato più volte di volersi ritirare quanto prima dall’Iraq e trasferire due nuove brigate in Afghanistan, considerato vero epicentro del terrorismo. Nel contempo sul fronte Afgano la nuova amministrazione USA chiederà un maggiore impegno di truppe europee, oltre alla rimozione di alcuni limiti del loro utilizzo imposti da alcuni paesi europei, sia riguardo le regole di ingaggio militare, sia riguardo al loro dislocamento geografico. Ovviamente questa nuova strategia americana potrebbe non essere gradita ad alcuni paesi europei come Germania e Francia, anche se altri stanno prendendo in considerazione piani per un aumento delle proprie truppe in Afghanistan. In definitiva l’exit strategy dalla guerra voluta da Bush potrebbe indurre problemi alla nuova strategia alla lotta al terrorismo voluta da Obama.

Più in generale il nuovo presidente spinge verso una maggiore collaborazione internazionale sul tema della lotta al terrorismo, alla tortura e sul tema stesso della giustizia internazionale. Tuttavia, le proposte di Obama sono più fredde riguardo la reale operatività della Corte di Giustizia Internazionale, probabilmente a seguito di pressioni dei vertici militari americani. Questo sarà uno dei temi principali su cui misurare i reali cambiamenti della civiltà giuridica dell’America di Obama

  • L’Iran

Sicuramente la questione iraniana potrebbe far crescere nel breve periodo le tensioni fra USA ed Europa. Obama ha dichiarato che intende mettere pressione agli europei per isolare economicamente e finanziariamente l’Iran nel caso in cui intendesse continuare con il suo programma nucleare. Tale atteggiamento metterebbe in difficoltà i paesi come la Francia, la Germania e l’Italia che hanno rilevanti interessi economici in quel paese. L’amministrazione democratica dovrebbe mostrare i muscoli per mandare un messaggio di forza all’interno e all’esterno del paese e rassicurare l’alleato israeliano. La semi-gaffe di Biden sul tema del rischio nei primi sei mesi di una crisi internazionale per testare Obama potrebbe diventare una malaugurata realtà, e l’Iran è il candidato principale ad essere il teatro di questa crisi, specie dopo le recenti dichiarazioni di Al Queda contro il neo Presidente americano.

In definitiva la nuova politica estera USA dovrebbe essere incentrata sul principio del multilateralismo nelle decisioni riguardo gli equilibri internazionali, realizzando una svolta radicale dalla dottrina Bush degli ultimi anni. Per far ciò Obama si sta circondando di massimi esperti nel campo con lunga esperienza come il vice Presidente Biden o che abbiano ricoperti ruoli chiave in politica estera durante le precedenti amministrazioni democratiche, ad iniziare da Hillary Clinton, probabile futuro Segretario di Stato. Gli USA hanno la necessità di condividere il più possibile le responsabilità e gli oneri che comportano la governance globale, essendo sempre più pressata dalla crisi di immagine esterna e dalle emergenze economiche interne non solo causate dalla crisi finanziaria. A questo punto sarà essenziale riformare il ruolo e il funzionamento delle principali organizzazioni internazionali, ad iniziare dall’ONU. Si dovrà vedere se l’Europa in quanto tale sarà pronta a rispondere a tale chiamata, o rimarrà ancora divisa al suo interno tra i singoli interessi nazionali. In questo sarà importante il ruolo che l’Italia sarà in grado di giocare per unire sempre più politicamente l’Europa in modo che sia pronta ad assumersi parte di queste nuove responsabilità globali. E’ una occasione storica che qualsiasi democratico non può farsi sfuggire.

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permalink | inviato da rossouomo il 26/11/2008 alle 6:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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